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Come nascono le Fattorie Didattiche
   

Le esperienze europee
Le fattorie d’animazione, o fattorie urbane o City Farms sono delle strutture situate in ambito urbano o periurbano nate con l’obiettivo di far incontrare bambini, ragazzi e adulti delle città con gli animali della fattoria, il suolo, le piante coltivate e selvatiche.
Esse sorgono in genere su terreni ed edifici di proprietà pubblica e sono gestite da animatori e volontari di associazioni no-profit.
I precursori sono gli Scandinavi: Norvegia, Svezia, Danimarca che hanno messo in pratica agli inizi del ‘900 le idee di un movimento americano: i Club 4H. Quattro parole inglesi che iniziano con la lettera H (Head, Health, Heart, Hand) e riassumono l’obiettivo teso ad uno sviluppo armonico dell’individuo: la testa, la salute, il cuore, con le mani.
In Francia la prima Fattoria Urbana è stata costituita nel 1974 nella periferia di Lille sull’esempio delle esperienze nordeuropee.
Le varie federazioni o gruppi nazionali si sono raggruppate nel 1990 in una rete europea, la European Federation of City Farms (EFCF).

In Italia
L’attività di Osservatorio Agroambientale nell’ambito delle Fattorie Didattiche ha rappresentato una delle prime esperienze organizzate in Italia ed ha costituito negli anni un punto di riferimento per Enti e singole aziende che hanno avviato progetti e iniziative nel settore.
Dal 1990 infatti Osservatorio Agroambientale, con il contributo della Provincia di Forlì-Cesena, propone ogni anno alle scuole il progetto “Agricoltura-Ambiente-Alimentazione” con l’obiettivo di creare un maggior collegamento fra agricoltura e scuola, valorizzare l’ambiente campagna, il lavoro dell’agricoltore e le produzioni ecocompatibili di qualità.
Il programma comprende diverse iniziative: corsi di aggiornamento per insegnanti, laboratori didattici, visite guidate “Dal campo alla tavola ”, giornate in fattoria, materiali per l’approfondimento.

Dal 1997 le visite in fattoria sono diventate un progetto specifico con la costituzione della “rete delle fattorie didattiche romagnole” oggi costituita da diciannove aziende condotte prevalentemente con metodo biologico.

Questa esperienza ha costituito il punto di partenza, nel 1998, del progetto “Fattorie Aperte e Fattorie Didattiche” promosso dalla Regione Emilia-Romagna in collaborazione con le nove Province e il coordinamento di Osservatorio Agroambientale. Attualmente sono 234 le fattorie didattiche accreditate che hanno sottoscritto la “Carta della Qualit à” e frequentato specifici corsi di formazione.

Nel 2000 Osservatorio Agroambientale ha realizzato inoltre, con il finanziamento del Ministero dell’Ambiente, il primo censimento nazionale delle Fattorie Didattiche e la “Mappa delle Fattorie Didattiche italiane” nell’ambito del progetto “City Farms–Rete di Fattorie Didattiche biologiche per l’educazione ambientale e consumi consapevoli”. L’aggiornamento del 2002 ha rilevato la presenza di 444 aziende attive con un aumento di circa 170 esperienze rispetto all’ottobre 2000.

Oltre alla rete dell’Osservatorio Agroambientale di Cesena, in quegli anni sono partite le esperienze promosse dal Consorzio Agriturismo Piemonte e dal Consorzio Agrituristico Mantovano, e dal 2003 dalla Provincia di Siena..

     
 
   
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