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Piccoli Agricoltori Per Casa
   
a cura di Pier Giorgio Oliveti *

Oggi si fa un gran parlare di “nuova agricoltura”, sottintendendo che la “vecchia” abbia fatto il suo tempo, così poco vicina alla natura, lontana dall’uomo e dal buon senso. La frenesia dell’epoca contemporanea mostra alcune crepe, i lavori snobbati riacquistano fascino, si rimodellano le scale di valori, coltivare la terra in modo “biologico”, mettere le “mani in pasta”, anche lontano dalle comodità alla moda, fa vivere meglio. E così fioccano anche in Toscana e a Siena, scelte di vita che sembrano audaci: sono sempre più gli agricoltori tradizionali che cambiano di 360° la gestione dei loro coltivi, vigneti o oliveti e si dedicano al biologico, lasciando ad altri fitofarmaci e pesticidi, o gli insospettabili professionisti della “fast life” che folgorati sulla via del podere, scoprono quante soddisfazioni possa dare loro la terra, pur rimanendo sempre “bassa e pesante”. Le famiglie urbanizzate che comprendono quanto sia importante trasmettere ai loro figli e nipoti, la “cultura materiale” dei luoghi, quel prezioso bagaglio di conoscenze dato fino a ieri per scontato, ma che scontato non è, che fa distinguere un orto da una fattoria, una gallina da un’oca, un pomodoro da un peperone, il latte da una scatola di cartone. La scuola in qualità di comunità educante, si è posta da tempo e per prima il problema di “come avvicinare” i ragazzi, in particolare quelli delle classi dell’obbligo, alla campagna, inserendo l’intera filiera agroalimentare nei programmi scolastici. Tra i tanti modi sperimentati in Italia e all’estero, quello che ha riscontrato maggiore successo operativo ed educativo, è il “modello della fattoria didattica”, vere aziende agricole che non solo aprono le porte alle visite scolastiche, ma che soprattutto iniziano un percorso di formazione comune con il mondo della scuola e realizzano nell’azienda, tra i poderi, nelle stalle, sull’aia, un progetto didattico studiato appositamente su alcuni obiettivi formativi. Ecco in estrema sintesi com’è nato il Progetto “Fattorie e Poderi Didattici” della Provincia di Siena. L’anno scorso sono stati programmati e attuati con il contributo della Provincia due corsi di formazione/informazione, uno per Insegnanti(38 ore in classe + 15 di workshop a gruppi) ed uno per Operatori agricoli(66 ore totali + lavoro a domicilio). Obiettivi prioritari sono stati la valorizzazione delle caratteristiche ambientali e storico-culturali del territorio, la conoscenza del valore della cultura materiale locale(compresi le tecniche colturali, l’enogastronomia, l’artigianato, i vecchi mestieri), il suggerimento di itinerari di apprendimento sulle filiere agroalimentari “dal campo alla tavola”, il riposizionamento di ruolo e immagine dell’agricoltore come medium tra la città e il territorio, l’importanza per la salute delle tecniche colturali biologiche e affini. Ventisette operatori agricoli e diciotto insegnanti hanno così potuto completare i primi corsi, aprendo una nuova prospettiva per gli studenti e le famiglie di Siena.

* responsabile di progetto

     
 
   
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